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Photo by Stefigno

Ho trascorso questo week end con le mie tre adorabili piccole pesti che ogni ‘tot’ mesi vengono onorate di poter passare del tempo con la propria degenere zia. In una delle ennesime occasioni in cui si sono visti puntare addosso il mio nuovo giocattolino (una Yashica a pellicola), mentre mi districavo alla ricerca della combinazione perfetta tra tempo e diaframma, Giona (il mio piccolo 3 enne) abituato a vedermi maneggiare la mia inseparabile digitale mi chiede:
“Zia, mi fai vedere la foto?” quasi fosse la domanda più normale del mondo. Gli rispondo con un semplice “non posso” a cui segue il suo adorabile e ovvio “perché?”. Interviene allora Zoe, 6 anni, che dall’alto della sua esperienza con la sua piccola digitale per bambini cerca si spiegare al fratellino che “la zia, deve scaricarle sul computer”.
“Eh, no. non posso scaricarle sul computer”. Puntualissimo, questa volta in versione corale a cappella, il loro “perché?”
Rispondo istintivamente “Perché questa ha il rullino”, senza pensare all’effetto domino che avrei scatenato. “e cos’è un rullino?”
Fortunatamente la loro attenzione ricade su altro e io, per il momento, sono salva.
Vaglielo tu a spiegare perché scatti su pellicola quando puoi avere la visione in tempo reale dei tuoi lavori e scaricarli sul computer in tempo e a costo zero. L’ennesima dicotomia creata dalla tecnologia. E, anche in questo caso, non vedo perché scegliere quando posso godere dei pregi e dei difetti di entrambi i metodi.

Nel frattempo aspetto con un misto di ansia e curiosità  il frutto dei miei primi esperimenti in analogico. La busta di carta che conterrà le mie stampe!!! Era un’emozione che avevo dimenticato. Ecco cosa gli racconterò.

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