L’arte di improvvisarsi Digital PR

Sempre più spesso in questo ultimo periodo mi sono ritrovata a riflettere sull’attività di Digital PR. Da un lato il mio ruolo nella startup in cui lavoro richiede delle attività trasversali che comprendono anche questa competenza. Dall’altro il semplice fatto di avere un blog (seppur personale, poco curato e spesso abbandonato a se stesso) pare abbia fatto di me una blogger e quindi destinatario di mail da parte di agenzie di digital PR.
Da qui nascono alcune mie considerazioni.
Per carattere tendo sempre a voler fare le cose con competenza, professionalità e cognizione di causa. Non sono nata “imparata” e non ho fatto studi universitari nel settore (sempre che ne esistano). Mi sono però documentata, ho osservato e a questo ho aggiunto una giusta dose di buon senso.

Nel frattempo ricevo mail di inviti ad eventi. Tra queste ci sono anche quelle di agenzie serie e molto professionali alle quali rispondo sempre con molto piacere.

Ma ci sono anche casi di agenzie che, a mio avviso, si improvvisano esperte di digital pr magari perché lavorano sul web (probabilmente facendo siti internet) e devono “fornire al cliente un servizio a 360°” (non l’avevate mai sentita vero?)

Ma parliamo di casi concreti. Non entro nel merito degli errori di ortografia, refusi, a cui sarebbe giusto prestare attenzione ma possono capitare. I contenuti e il modo però li trovo fondamentali.

1 – a giugno ricevo l’invito ad un evento “riservato ai blogger (10 massimo)”, talmente esclusivo che “saresti le uniche mamme”. Mi sfugge un particolare, da quando sono una mamma?

2 – ad agosto altro invito per partecipare “al nostro blogger day speciale mamme e bambini”. Rispondo che sono interessata specificando però che non sono una mamma e, per la proprietà transitiva, non ho bambini :) Il mittente, non sapendo come uscirne mi risponde invitandomi al press day poiché “se non hai bimbi ti annoieresti al blogger day non credi”? Anche qui mi sfugge un particolare, ma non siete stati voi ad invitarmi?

3 – non più tardi di ieri ricevo una mail che mi si chiede di “mantenere riservata” (chiedo scusa per la fuga di notizie ma trattasi di dettaglio probatorio ;) ) poiché è rivolta “alle migliori 25 blogger del mondo beauty e lifestyle”. Segue la spiegazione dell’evento/campagna/nonhocapitobenecosa. Anche qui mi sfugge una cosa, io cosa c’entro? Rispondo che l’evento mi interessa ma che, come dovrebbe sapere, ho un blog assolutamente personale che non tratta di beauty. Nessuna risposta.

L’impressione che ho è che si sia diffusa l’idea che per fare digital pr si debba riempire il blogger in questione di complimenti, moine e lusinghe che sconfinano nella ruffianeria.

Con me questo atteggiamento non funziona, anzi, mi indispone.
Perché devi fingere di leggere il mio blog se nemmeno sai di cosa parlo?
Perché prima di farti passare dei database a caso non passi 10 minuti a cercare di sapere qualcosa della persona a cui stai per scrivere? Lo so, ci vuole tempo ma come puoi instaurare una relazione (ricordi P sta per public ma R per relation?!) se non sai chi stai contattando? Qual è il valore aggiunto che fornisci al tuo cliente invitando al suo evento l’ultimo blogger che sei riuscito a raccattare a caso?

Io queste mail le tengo a perenne monito per ricordarmi cosa NON fare. Nel frattempo spero che il lavoro delle agenzie serie non venga svilito da questi esperti dell’improvvisazione.

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4 thoughts on “L’arte di improvvisarsi Digital PR

  1. Doryn says:

    Ciao Milo,
    riflessione sicuramente interessante, non posso far altro che condividere :-)

  2. Savino Dicorato says:

    Il vero problema è che questo tipo di comunicazioni vengono inviate spesso (per ignoranza o mancanza di tempo) a pioggia e indiscriminatamente. Fila di blogger vanno ad ingrassare mailing che vengono vendute al cliente un tanto al chilo…

  3. Christian says:

    Come in tantissimi settori , la crisi ha generato 2 facce della stessa medaglia e nonostante che nè dicano non so quale rimarrà , chi svolge un attività con qualità e vorrebbe dare il giusto valore economico a questa e chi ci prova e svende la stessa attività … e visto che senza girarci intorno il fattore EURO rimane tra i primi 3 fattori di scelta da parte del cliente … succede che …..
    P.S. io lo faccio per passione per il mio sito nulla di più … ma credo di poterlo fare meglio di molti altri !

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