Mai reader mai*

In principio fu “MAI”. Troppo legata alla carta, al suo odore, alle sottolineature, alle pagine sgualcite, alle note a margine, alla storia che può raccontare. Poi in un viaggio in treno verso Milano ho ceduto alla curiosità e ho voluto toccare con mano un Kindle. Il primo pensiero “caspita è leggero”, avrei potuto evitare il peso dei 4 libri che mi sono portata con me. Lo schermo è fantastico, non hai quella sensazione di essere davanti ad un computer. Lì è stato un “quasi, quasi…”. Mi sono ripromessa niente acquisti di impulso e così ho accantonato il pensiero, fino a ieri sera quando mi sono trovata tra le mani il Reader della Sony nelle versioni Pocket Edition (5” per 160g) e Touch Edition (6″ per 225 g). Il “quasi, quasi” è diventato un “lo voglio!” dopo 10 minuti di test.
Basta scorrere il dito sullo schermo per sottolineare i passi preferiti e  lo stilo incluso permette con facilità di inserire note. La versione touch supporta i formati mp3 consentendo l’ascolto di musica. I dizionari multilingue integrati sono un invito ad un’attività che troppo spesso trascuro: il piacere della lettura in lingua originale. Come darle quindi torto? “comprare un libro senza muovermi dal divano, senza aspettare la spedizione (e far coincidere i miei orari, quelli della posta o dell’ufficio) e iniziare a leggerlo a due minuti dall’acquisto. poi uno mi viene a dire, l’odore della carta.” Specie quando, con un po’ di ironia, anche il problema degli odori è risolto.
Mi sono fatta una domanda sciocca: ‘perché leggo?’ perché adoro le parole, la musicalità che esce dal loro accostamento, i mondi che si riescono a costruire unendole assieme in un racconto, un romanzo, perchè ho la possibilità di vivere le vite di altri, le storie di altri, per le emozioni che l’autore riesce a trasmettermi, per quello che ha il potere di tirarmi fuori … e questo prescinde dal supporto. Julio rimane quel maledetto molestatore della mia anima anche su reader. Shakespeare sa commuovermi anche da uno display a contrasto elevato.
Insomma, una cosa non esclude l’altra. Io alla mia libreria non rinuncerei mai e continuerà inesorabilmente a crescere.
Come lei è la prima cosa che guardo (e continuerò a guardare) in un uomo e penso a come suonerebbe meno romantica, oltre che ambigua, la richiesta “mi mostri il tuo reader?” :) Ma un lettore e-book credo che diventerà presto il mio inseparabile accessorio da borsetta.

PS: Alla presentazione c’era anche Alessandro D’Avenia che ci ha intrattenuti leggendo qualche passo del suo libro oltre a raccontare alcuni aneddoti legati al suo ruolo di professore al liceo. Alessandro è uno di quegli insegnanti che avrei voluto avere anche io. Ha parlato di whiteboards, internet e di come sia facile catturare, incuriosire gli studenti passando da Walt Whitman alla visione di uno spezzone dell’ Attimo Fuggente su You Tube. Pensavo alla mia vita da studentessa in cui le uniche possibilità per approfondire certi argomenti erano legate ai libri presenti in casa o alla biblioteca di paese, che se eri fortunato ti dava la possibilità di aggiungere qualche riga in più alla tua ricerca. Ora qualsiasi cosa tu stia cercando è a portata di click. Mi è venuta voglia di tornare sui banchi di scuola. Deve essere stupenda la vita di uno studente 2.0.

* citando Gallizio

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3 thoughts on “Mai reader mai*

  1. Jakala says:

    Confesso di essermi iscritto quest’anno ad anobii solo per avere una libreria “virtuale” dei libri che sto leggendo sull’ereader.
    Alla fine il bisogno di una “libreria” da mostrare viene risolto anche così :D

  2. Ste says:

    mmmmmmhhhhhhh…
    Oltre a odori di carta stantia e taglienti sensazioni tattili, potresti perdere altri aspetti del Libro. Come ad esempio il vedersi sfaldare fra le mani, in ogni sua singola pagina, il tomo che stai leggendo (vedi l’ottimo “Q”…)!!!

  3. Analozie says:

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