Γνῶθι σεαυτόν

Photo by ReySharks

Sono 4 mesi che tengo in sospeso la pagina “about” e sono giunta alla conclusione che non riuscirò mai a completarla se aspetto di riuscire a dare una descrizione di me. E’ inutile, di me non so parlare tanto meno scriverne. L’avevo previsto nel mio primo post:

La pagina about me rimarrà bianca per un po’. Perché non so presentarmi, perchè cambio in continuazione e dovrei aggiornarla costantemente, perché è giusto che ognuno si faccia di me l’idea che vuole.

Vorrei poter creare una pagina con commenti, foto, aggettivi, aneddoti, pensieri… qualsiasi cosa, a vostro parere, serva per descrivermi. Mi date una mano?

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9 thoughts on “Γνῶθι σεαυτόν

  1. Chiaralice says:

    La semplicità, la chiarezza e la spontaneità. A volerla disegnare sarebbe una lastra di vetro che cambia colore a seconda delle emozioni ma resta sempre trasparente. A volerla suonare sarebbe un dolce arabesco di un violino tra mani esperte. A volerla fotografare sarebbe il sorriso di una bambina spensierata sul volto di una donna. Questo è il bello di Milo per me.

  2. Daniele says:

    Animo forte in perenne conflitto tra gli abissi della propria interiorità e la superficie di ciò che la circonda, a metà strada tra una nevrotica Annie Hall e una giuliva Jo Stockton, Milo trova la sintesi naturale in una vita piluccata in bolle di sogni e intimità vissuta in quarantena dallo scorrere immediato e dalle tentazioni del carpe diem. Quando i suoi sogni diventano troppo intensi e le riflessioni diventano ingombranti, le bolle scoppiano e riversano sulla pagina piccoli frammenti di autentica interiorità che voi chiamate volgarmente “Post”.

  3. Quando ho conosciuto Milo Soardi, sapevo solo che era monca e svestita. L’avevo incontrata anni fa, forse 6, in un museo a Parigi. E ho subito dovuto sgominare la concorrenza. Erano in tanti a vederla e tutti a fare foto. D’impeto l’ho coperta. Lei si è offesa e si è risvestita. Milo odiava che gli altri le dicessero cosa fare. Lo decide lei e basta. E’ la sua punta di libertà.
    Poi ho conosciuto la sua famiglia, e mi sono sentito un tantinello a disagio per via del mio cognome: Romano. E’ nella mia storia di evi fa avere problemini con i cristiani e con popolazioni provenienti dal nord e centro europa. Per non parlare di altre religioni. Mentre loro quando si ritrovavano tutti, ripassavano l’antico testamento, io ero un pò fuori posto: c’erano Nausicaa, Eliseo, Giano, Ario e Fedro. Per non parlare di Zoe, Giona e Noè!
    E poi son terrone e vivo a Roma. Loro son bresciani e vivono a Brescia.

    Ho conosciuto Milo attraverso i film che vede, attraverso i registi che le piacciono, attraverso Morgan, attraverso le foto, attraverso quel che scrive sul suo blog. Non ricordo se è stata lei a contattarmi su anobii o se sono stato io a contattare lei incuriosito da qualcosa. So che mi aveva colpito come scriveva perché lasciava respirare curiosità, voglia di conoscere sempre di più e di mettersi in gioco. E poi non so perché, ma mi ha sempre trasmesso generosità. Chissà se è vero.

    E anche un senso di autoironia e di non prendersi fino in fondo sul serio. D’altronde mica le piacerebbe Woody Allen, se così non fosse.
    Ma Woody o non Woody, Diane Keaton o non Diane Keaton, Anna o non Anna e le sue sorelle, sono state le foto, le posture davanti all’obiettivo, le smorfie, i sorrisi, lo sguardo a trasmettermi questa impressione di lei.
    Gli occhi sono grandi, sono come delle grandi mandorle, le pupille sono tonde tonde e hanno una linea spessa più chiara intorno all’iride. Due nocciole in due mandorle. E in questo sguardo ci ho visto la voglia di stupirsi come se fosse la prima volta, l’attenzione a non mollare mai di un centimetro, un certo orgoglio, l’estemporaneità, che non è caos, ma è creatività, rottura dei limiti temporali e spaziali e attraversamento degli spazi e dei tempi per fare cose impensabili. Che poi è quello che spiazza delle persone. Ma l’attenzione che quello sguardo trasmette ha l’altro lato: è attenzione che richiede altrettanta dedizione e impegno da parte degli altri. Quasi valore etico. E’ fiducia da non tradire.
    E se qualcosa si spezza, si spezza dentro e viene meno la fiducia verso il genere umano. Ma poi si riparte e c’è l’entusiasmo. E si torna a smuovere le montagne.

    Milo secondo me si sfonda di spritz. E come tutti gli acquario è rosicona :P

    Nun ce rosicà!

    e poi non lo so perché, ma mi viene da chiudere con queste parole di fossati, ma forse è come ti vedo veramente, come approccio alla vita:

    Se c’è una strada sotto il mare
    prima o poi ci troverà
    se non c’è strada dentro al cuore degli altri
    prima o poi si traccerà.

  4. paola says:

    Condivido tutto ciò che è già stato scritto, quindi per non essere “banane” dirò solo una cosa: tutto quello che mi ricorda te e che ogni volta mi fa commuovere, si trova all’interno di un video che tu hai realizzato per il mio compleanno… questo semplice MOV esprime tutto quello che sei, quello che siamo state e quello che spero, saremo. <3

  5. Rey says:

    Per Milo non ho molte parole da scrivere, non sono un gran poeta, ho provato a catturare con le foto il suo spirito di donna all’interno di un corpo di ragazza…ma poi mi sono accorto che nel corpo di una ragazza c’era anche la vivacità di una bambina e allora non c’ho capito più niente.
    Lei è così, non va descritta, va vissuta.

  6. Francesco says:

    Presentare sé è una sfida che si può vincere solo rinunciando a sé e a ogni possibile descrizione. Il tuo ‘about’ non può che divenire un ‘around’, orbita festosa delle parole che attiri con il tuo semplice e inesauribile scrivere.

  7. Elen(in)a says:

    Descrivere Milo è un’impresa a dir poco titanica, assolutamente troppo ardua per chi come me non ha il dono della scrittura e non si sognerebbe mai di provare a raccontare nel dettaglio un’emozione, un gesto, un’idea o un attimo. L’unica cosa che si può tentare di fare quindi è quella di esprimere e cristallizzare quello che Milo ti fa percepire di essere e quanto di sé ti permette di conoscere.

    Il mio primo incontro con Milo è stato a dir poco folgorante: un “colpo di fulmine” per questa ragazza spiritosa, interessata a tutto e profondamente entusiastica. Entusiastica… credo sia proprio questo l’aggettivo che la descrive meglio.. Ma andiamo con ordine.
    Va detto che quando si conosce Milo non si può restarne indifferenti, è una di quelle rare persone che o si odiano o si amano. Nessuna via di mezzo. Quando c’entra Milo le vie di mezzo non sono concepite.
    Milo va a 100 o a -100. E’ raggiante o profondamente abbattuta. Adora o non considera. E’ chiaro quindi che essendo una persona fortemente passionale non può sottrarsi dal provocare e pretendere dagli altri una reazione di uguale intensità.
    Basta frequentarla per poco tempo per capire che la staticità la urta e che non è mai banale.
    Avendo un animo da artista intensamente emotivo ha una costante necessità di esprimere la matassa di emozioni che prova. E l’impresa non è semplice. Forse anche per questo da quando conosco Milo mi ha sempre dato l’impressione di essere un cerchio senza centro, alla costante ricerca di quel qualcosa che le permetta di esprimersi e di conoscere le emozioni degli altri.
    Quando qualcosa o qualcuno la colpisce, l’affascina e la incuriosisce è un fiume in piena che, come una forza della natura, ti travolge e ti coinvolge.
    Questa sua esuberanza però non si traduce in un’espansività gratuita. Chi conosce bene Milo sa che è molto introversa e che seleziona minuziosamente chi rendere veramente partecipe delle sue incertezze e dei suoi crucci. E nonostante tutto, anche se con certe onde il fondo si intravede, una parte di lei resta sempre sommersa.

  8. cinzia says:

    mi sembra che Daniele ci abbia azzeccato. A metà strada tra un’isterica e una giuliva è perfetto anche se ovviamente semplifica molto perchè in mezzo ci sono un sacco di belle cose. Comunque l’equilibrio non è il tuo forte e se lo dico io che ti conosco da trent’anni…… baci cinzia

    P.S. messaggio in codice: Maria si lamenta dice che sei arrabbiata con lei e non le vuoi più bene….come al solito

  9. […] *tempo fa avevo chiesto il vostro aiuto per la sezione “about”, perché è davvero difficile per me descrivermi. Immagino dunque quanto possa esserlo per qualcuno che ti osserva da fuori percependo solo determinare sfumature. Poi c’è chi arriva a leggerti nell’anima… come in questo caso. This entry was posted in life and tagged emozioni, life, me. Bookmark the permalink. ← (Wave Photogallery) Basta poco che ce vo’ […]

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